Slovenia: nelle terre selvagge

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Andandocene dal Lago Bohinj incontriamo (di nuovo!) un grosso temporale estivo. Non ci perdiamo d’animo però, perché mettendoci sotto il portellone del bagagliaio riusciamo a lavarci e a mangiare comodamente, e quando la pioggia diminuisce un po’ ripartiamo. Troviamo una stradina poco battuta in mezzo a un bosco prima di entrare a Skofja Loka, la nostra meta, e lì decidiamo di posteggiare e montare il Doblò per la notte. Un’ultima partita a carte e ce ne andiamo a dormire. Il materasso in schiuma è incredibilmente comodo, e abbiamo così tanto spazio! Ci stanno i due cuscini uno di fianco all’altro, ci stiamo noi e le nostre coperte. Da un lato, se apro gli occhi, vedo Simone; dall’altro vedo la foresta al di là del finestrino. Entrambe splendide viste.

Sono le quattro, forse le cinque del mattino quando ci svegliamo sotto quella che sembra una scarica di pallettoni. Non sono colpi di fucile di un villico sloveno impazzito, bensì grandine! Il temporale va avanti per ore e ore, con un schema fisso: prima un tuono lontanissimo rotola tra le montagne fino a noi, poi uno scroscio d’acqua ci colpisce per una mezz’ora e infine si conclude con dieci minuti di grandine. Il ciclo ricomincia subito, e continua fino alle otto del mattino. Quando finalmente smette, facciamo colazione e un rapido check up con i genitori e gli amici in Italia: ci diranno che il temporale ha distrutto tutto il nord est, facendo chiudere strade e autostrade. Accidenti!

Felici di non vedere buchi sospetti sul parabrezza e sulla carrozzeria, smontiamo il letto e ripartiamo. Appena ci immettiamo in strada, però, decidiamo di allungare il tragitto prendendo solo vie secondarie, il paesaggio boscoso che vediamo è troppo bello per non goderselo con un tour improvvisato. Ci inoltriamo così lungo una serie di stradine in mezzo alle colline: tutto accanto a noi è verdissimo e cosparso di nebbia. In una pausa merenda vediamo letteralmente alzarsi le nuvole davanti ai nostri occhi; è così bello che ogni due – tre chilometri ci fermiamo per fare foto. Non sappiamo neanche che paesi siano quelli che stiamo attraversando, ma è tutto troppo incredibile per non fermarsi e goderselo.

Io e Simone quasi non parliamo di fronte a questo paesaggio un po’ mistico, che a me continua a ricordare la foresta di Excalibur, dagli sceneggiati tv. E’ tutto così rigoglioso, così verde, così vivido; anche se, misteriosamente, i paesi seppur curatissimi in ogni dettaglio non mostrano anima viva. Credo sia uno degli elementi che rende la visione ancora più magica ed emozionante. L’assenza quasi totale di esseri umani, la nostra sola presenza come testimoni di un simile spettacolo. Le nuvole non fanno che rincorrersi sopra i tetti e sopra le cime degli alberi, mentre noi cerchiamo un’area di sosta dopo l’altra in cui scendere dall’auto e fare foto. Un campanile fa capolino in mezzo alle colline, tutte punteggiate di essicatoi per il foraggio – quelle strutture in legno che sembrano delle spalliere da palestra con una tettoia. E’ uno splendido paese rurale, quello che vediamo, che vive nella Natura e della Natura, curandola, proteggendola e esaltandola.

Quella mattina ho pensato che mi sarei volentieri fermata lì, in una di quelle colline.

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14 risposte a "Slovenia: nelle terre selvagge"

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  1. Aloha&Mahalo. Ciao&Grazie. Racconti molto di te non solo del viaggio. Penso sia un tipo di articoli molto utile per chi abbia voglia di viaggiare. Leggerò anche gli altri servizi per cercare la conferma del mio pensiero. Direi, se posso, di continuare così senza timori di esporsi anche nell’intimo. Congratulazioni. Se ti va di guardare le mie pagine ufficiali troverai un approccio simile 😉 http://www.18×24.it e da qui partire per la esplorazione delle diverse pagine collegate. (luca)

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  2. Grazie per avermi chiesto di passare a trovarti, solitamente sono più una persona da mare, ma mi hai dato davvero un’idea per uno dei miei prossimi giri zingareschi!! Grazie mille 🙂

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  3. Era settembre, uno dei primi del mese… tu eri con me… hai letto la mia storia vissuta nell’Egeo. Hai condiviso la mia esperienza via mare, da una barca a vela, incrociandola con la tua… E’ passato del tempo da quel giorno ma non abbastanza, per ribadire quanto ero convinto di aver già fatto, dal momento che ricordo bene la sensazione del tuo viaggio. E come avrei potuto se non leggendo la tua storia? Solo che al contrario tuo… non avevo lasciato alcun segno del mio passaggio 😛 Beh eccomi qui… ora posso dire… io c’ero! 😀 Buona vita, buon viaggio e dal mio punto di vista.. buon vento 😉

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