Bei ricordi: il Bivacco Penne Nere

*** Domani sera (finalmente) partirò per la Nuova Zelanda, dove io e Simone viaggeremo per la bellezza di quaranta giorni! In questo tempo cercherò di tenere aggiornato il blog, ma non vi prometto nulla… Tuttavia volevo pubblicare ancora qualche foto prima di mettermi in viaggio, e ho pensato di mostrarvi le foto di un trekking fatto lo scorso autunno. ***

Questa volta eravamo in tre, diretti al Bivacco Penne Nere (in Valle d’Aosta) un bel sabato di ottobre per un weekend fuori porta. Carichi di cibo, acqua e abiti imbottiti per la notte, ci siamo incamminati sulla prima salita e immediatamente abbiamo capito di aver sottovalutato la strada! Forse eravamo fuori forma, forse siamo partiti con un passo troppo veloce…fatto sta che abbiamo iniziato tutti e tre a faticare. Ma il paesaggio era troppo bello, troppo colorato per lamentarsi, anche se dopo un po’ i due amici, impietositi dal mio colorito paonazzo, hanno deciso di levarmi del peso dallo zaino…che gentiluomini!

Lungo la strada ci hanno tenuto compagnia un bel sole caldo e una mandria di mucche parecchio amichevoli, che si sono prese volentieri un sacco di coccole! Dopo una pausa pranzo rinvigorente ci rimettiamo in marcia per l’ultima parte. Davanti a noi si alza la parete finale, quella che ci porterà al bivacco: e quando dico parete, intendo parete (quasi) verticale! Alti gradoni scavati nella pietra da chissà quanti piedi ci portano, uno dopo l’altro, fino ai 2730 metri. Io sono così stanca da non avere più forze! Simone si mette dietro di me, per impedirmi di accamparmi in mezzo al sentiero: fosse stato per me avrei tirato fuori il sacco a pelo e mi sarei messa a dormire lì, in mezzo alla strada.

Ma finalmente arriviamo in cima e tanta fatica è ripagata al 100%. Il panorama è mozzafiato, quando cala il sole ancora di più. Le luci della vallata si accendono una a una sotto di noi, mentre in cielo spuntano le prime stelle. Poco lontano da noi vediamo invece un gruppetto di camosci, che tentiamo di fotografare! Sono solo le nove di sera, eppure è buio come se fosse notte inoltrata. E’ uno spettacolo indimenticabile. Ci bardiamo con tutti i nostri strati e ci mettiamo a fare foto, ma data la temperatura rigida, le batterie si scaricano in fretta. E’ tempo di tornare dentro il Bivacco, dove non fa proprio caldo (non c’è neanche una stufa!) ma ci attendono delle belle tazzone di thé bollente.

Il mattino successivo ci svegliamo…tra i ghiacci! Le finestre sono ricoperte di cristalli e tutto il pianoro su cui è costruito il bivacco è trasformato dalla brina; c’è il sole alto nel cielo, e ogni cosa risplende di bianco abbacinante! Ci laviamo i denti ma l’acqua lasciata fuori è gelata, e bisogna rompere il primo strato di ghiaccio per raggiungere l’acqua liquida… I ragazzi decidono di raggiungere la cima che sovrasta il Penne Nere, la Becca di Viou, ma io dopo pochi passi mi accorgo di non farcela più – le gambe sono ancora provate dal giorno prima. Fotografo le formazioni di ghiaccio mentre gli amici mi salutano dall’alto!

La discesa è ripida ma piacevole e muovere i muscoli indolenziti ci fa bene: arriviamo alla macchina accaldati e ci laviamo in una fontana di acqua gelida. Per strada ci fermiamo in un caseificio locale e torniamo a casa carichi di formaggio…il giusto premio per una simile (splendida) faticata!

 

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6 risposte a "Bei ricordi: il Bivacco Penne Nere"

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