Nuova Zelanda: in viaggio verso Sud.

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Il viaggio che abbiamo disegnato sulla cartina i primi giorni, era molto semplice. Essendoci poche autostrade in Nuova Zelanda (un tratto delle quali, chiuso a causa del terremoto del 2011), avremmo seguito a est quella costiera, tagliando verso le aree centrali in prossimità del Southland e del Queensland. Poi avremmo risalito la West Coast fino a Picton, per prendere il traghetto e andare anche nel Nord. E così abbiamo fatto. A Oamaru abbiamo passato la vigilia di Natale, vedendo la prima volta le foche (e gli steampunk, che hanno lì il quartier generale), sugli scogli a prendere il sole.

 

La sera di Natale invece siamo stati fuori Dunedin, città dal nome scozzese e una delle poche con palazzi alti più di un paio di piani. Il campeggio era il nostro primo e per darci il benvenuto abbiamo montato la tenda sotto una pioggerellina leggera, tramutatasi velocemente in acquazzone. Abbiamo scoperto poi che la pioggia è normale in Nuova Zelanda – in questo mi ha ricordato il meteo pazzerello dell’Irlanda, ma con temperature decisamente più miti.

 

 

La nostra tenda ci ha tenuti caldi e asciutti la sera quando, dopo una cenetta natalizia cucinata in campeggio, ci siamo messi nei sacchi a pelo a guardare Stranger Things sull’ipad di Simone – prima che partisse avevamo promesso di guardare la seconda stagione insieme! In poco tempo abbiamo raggiunto il sud e la zona dei Catlins, dove abbiamo trovato splendidi promontori rocciosi, con la natura in sboccio (causandomi una maledetta allergia)…e i leoni marini che passeggiano tra le tende all’ora di colazione. Qui abbiamo visitato le famose Cathedral Caves, altissime, ma siamo rimasti molto più affascinati dalle spiagge meno affollate di turisti, dove le alghe si muovo al ritmo della marea e i molluschi decorano gli scogli. Siamo stati ore su questo tratto di spiaggia sconosciuto, godendoci l’aria fresca e l’acqua cristallina.

 

I fari si susseguono uno dopo l’altro, e noi non ce ne siamo persi uno. Essendo su punte rocciose a precipizio sul mare, sono stati l’occasione giusta per scendere dall’auto e sgranchirsi le gambe per qualche ora. Il tempo era bizzarro: io giravo in calzoncini corti e giacca a vento, perché l’aria altrimenti mi avrebbe sicuramente fatto venire il mal di gola. E quando abbiamo beccato la pioggia – e ne abbiamo beccata – abbiamo maledetto il fatto di essere tutti vestiti: i neozelandesi, o in generale i turisti nordici, prendono l’acqua in pantaloncini che, quando dopo un’ora spiove, si asciugano molto più in fretta dei nostri pantaloni lunghi.

 

 

A Curio Bay abbiamo piantato la tenda su una di queste punte a picco sul mare. Qui eravamo a neanche 4000 km dal Polo Sud, e di sera si sentiva nell’aria gelida che arriva dal mare. Ma ci siamo vestiti a strati e ci siamo seduti di fronte all’acqua, in attesa del tramonto. Tutto si è infiammato di rosso, le onde si sonos cagliate sulle rocce arancioni facendole brillare nella luce calda che sta per spegnersi. Tutti coperti, ci siamo goduti questo indimenticabile spettacolo della Natura, seduti in prima fila.

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