Nuova Zelanda: vivere e viaggiare insieme.

Vivere insieme per 40 giorni, in tenda, cucinando in auto può non essere semplice. E non parlo delle ovvie difficoltà come cucinare con il brutto tempo, gestire i fornelli (anzi IL fornello), combattere zanzare e pappataci e così via. Quelle sono bazzecole per chi decide di viaggiare in questo modo, sono aspetti “normali” già considerati a priori. Le difficoltà vere sorgono quando ci si ritrova a dover condividere il proprio spazio personale costantemente con l’altra persona, senza la possibilità di staccare per un momento, cosa che nella vita di tutti i giorni si può fare semplicemente uscendo di casa da soli.

Ma in viaggio, in tenda, in auto, come si fa?

Io e Simone stiamo insieme da un po’, conviviamo e non è il nostro primo lungo viaggio a stretto contatto (siamo già stati in Vietnam e Cambogia, e la scorsa estate abbiamo provato la vanlife in Slovenia), quindi siamo già molto abituati – sia l’uno all’altra che a questa scelta di vita/viaggio. Ma una simile decisione può non essere fattibile per tutti.

Chi vuole intraprendere viaggi di questo genere si deve prima di tutto rendere conto che ogni momento sarà visibile e condivisibile, da e con il proprio partner. E intendo tutto. Non solo i momenti morti, di relax o quelli interessanti, ma anche un possibile malanno, una giornata no, le normali funzioni corporali. Tutti momenti che per noi a casa sono quotidiani, banali e facilmente gestibili, ma che in un viaggio a due a stretto contatto possono suscitare (in qualcuno) difficoltà.

Se è la prima volta, o il primo viaggio, l’imbarazzo di doversi mostrare anche in momenti intimi e privati può mettere in difficoltà, impedendo di godersi appieno la libertà che invece queste esperienze regalano. Nel caso in cui si viaggi in coppia, la prova può risultare fortificante: per dire, se io e Simone stiamo ancora insieme nonostante il paio di intossicazioni alimentari vietnamite che abbiamo visto (e vissuto)…beh, vuol dire che ci vogliamo bene davvero!

Il mio consiglio, oltre che valutare molto attentamente la scelta di un simile viaggio, è di chiarire insieme gli spazi e i momenti di cui ciascuno necessita: che sia l’ora di lettura prima di andare a letto, o la colazione in silenzio, o ancora il portarsi il cellulare in bagno e starci una vita. Bisogna fare mente locale e parlarne, subito, perché incomprensioni portano ai malumori, e malumori lunghi 40 giorni portano a un bel viaggio di merda. Per me, ad esempio, è indispensabile dedicare più di un momento alla lettura e a Simone va bene che io la sera mi eclissi nel mio sacco a pelo senza più rivolgergli neanche uno sguardo: è il momento in cui anche lui presta attenzione alle sue passioni, tenendosi aggiornato con le ultime news dal mondo dell’outdoor e del bikepacking. E che male c’è nel fare tutto ciò? Niente, assolutamente niente; lo stesso momento che a casa passo seduta sul divano con il naso in un libro ora semplicemente lo passo accanto ad un’altra persona, che comprende la mia necessità.

Credo che alla fine decidere di passare così tanto tempo insieme, e in maniera così onesta, vedendo il bello e il brutto di entrambi, sia il modo migliore per conoscersi e sviluppare una relazione (che sia di coppia o di amicizia). Perché si finisce per confidarsi le più piccole cose, aprendo un varco per il partner nella propria intimità e nelle proprie necessità e scoprendo ogni giorno come fargli posto in questa routine personale. E’ come convivere, ma elevato all’ennesima potenza! Una bella prova, sicuramente, ma se si mantiene una mentalità aperta e, ripeto, onesta allora si supera senza difficoltà alcuna. E’ bello viaggiare in compagnia, ancora più bello se si condividono momenti, risate e difficoltà – da superare insieme.

Certo, lanciarsi l’un l’altro le salviette intime senza che ci sia bisogno di chiederlo è da professionisti, lo so, ma non aver paura di dichiarare “vado a fare la cacca” è spesso divertente – oltre che liberatorio, soprattutto se si è in tenda e il bagno è a cielo aperto!

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4 risposte a "Nuova Zelanda: vivere e viaggiare insieme."

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